Autorizzazione all’uso dei cookie

Sito conforme al D.Lgs 179/16 e alle LL.GG. Agid del Maggio 2016
Le informazioni meno recenti sono comunque consultabili all'url
https://www.parinirovigliano.gov.it/old/

Tu sei qui

Tammorra

 

Tammuriata o Ballo sul tamburo

Danza della tradizione campana, legata al culto delle “sette Madonne”, praticata ancora oggi in occasione delle feste religiose. La variante più utilizzata è la “Tammuriata urbana” che si differenzia da altre varianti (come la tarantella dei monti Lattari o la Giuglianese) che hanno uno stile più marziale. In occasione del ballo si forma la “paranza”, composta dai suonatori (tamburo, cantante e organetto o chitarra) e da due ballerini, che sono considerati anche suonatori (suonano le castagnette somiglianti alle nacchere ma più concave e con un suono più secco). La coreografa a della danza si adatta alla musica: quando il cantante tiene una nota prolungata e il tamburo batte un tempo binario si esegue la “votata”, o “girata”, nella quale i ballerini si avvicinano e girano più velocemente eseguendo varie coreografie.
Anche la tammuriata fa parte del più ampio gruppo di tarantelle dell’Italia meridionale, si è di usa in Campania, lungo la costa tirrenica e nelle aree immediatamente interne, a partire dal casertano (un tempo comprendente anche territori dell’attuale basso-Lazio), no all’area domiziana, a quella vesuviana sino al Nolano nell’interno, all’agro nocerino-sarnese e ai Monti Lattari e alla penisola sorrentina.
Sono stati individuati sinora almeno quattro sub-generi tipologici diversi del ballo sul tamburo: quello domiziano (con forte corrispondenza tra repertorio sonoro e musicale), quello vesuviano (ancora ben tenuto e strutturato), quello lattaro (tendente alla “votata” in direzione oraria) e quello sarnese-nocerino (in stato di avanzata corruzione, oggi ballata con la tendenza a ridurre gli elementi strutturali ed esaltare le movenze di anche). Fino ad alcuni decenni or sono era detta semplicemente o ballë; a sottolineare la supremazia di questa danza rispetto ad altre presenti nell’area, ritenute passeggere o di moda e mera. Spurio sembra essere nello stesso territorio il nome di tarantella, sentito dagli anziani quasi come un’imposizione cittadina della capitale partenopea. Rilevante ruolo svolgono in questa danza le braccia, che “parlano” attraverso gestualità diverse, tutte codificate dalla tradizione. I movimenti dei polsi e degli avambracci sono funzionali alla necessità di far schioccare le castagnette. La tammuriata urbana è considerata eclettica e corrotta rispetto a quella più tradizionale, è una tammurriata ballata dai giovani in una versione moderna che annulla le differenze stilistiche e simboliche locali e che ha invaso e sopra atto modi e regole del ballare tradizionale.

Passi

Passo per camminare: passo in avanti e mezzo passo puntato
Passo per ballo frontale: in avanti con piedi uniti, passo indietro con piedi uniti, abbassandosi sulle gambe.

Coreogra e base (senza votate)
Ballo circolare: ballerini si muovono in senso antiorario descrivendo un cerchio per terra, procedendo con un passo in avanti e mezzo passo puntato.
Ballo frontale: passo in avanti e indietro, unendo i piedi tra un movimento e l’altro. 

 

Le Danze Tradizionali Nella Scuola

La danza popolare può rivestire un ruolo importante per raggiungere le finalità educative proprie delle scienze motorie, per molte ragioni di ordine didattico e culturale. Dal punto di vista culturale, la danza popolare rappresenta l’espressione in forma coreutica di signi cati simbolici, oltre che artistici; dal punto di vista didattico, la pratica della danza popolare in contesti scolastici rivela numerose potenzialità educative sia per quanto riguarda l’acquisizione di competenze specifiche nell’educazione motoria, sia per l’acquisizione di competenze che all’attività motoria sono collegate in modo indiretto o trasversale, come la socializzazione, la capacità di lavorare in gruppo, l’empatia, l’autocontrollo.

La danza popolare è un’espressione autentica della cultura di un popolo, di un territorio, di una tradizione; alla musica, ai passi e alle coreografie e sono intrecciati profondi significati culturali che riguardano tanto il passato quanto il presente. Un percorso per insegnanti della scuola primaria e insegnanti di scienze motorie della scuola secondaria può avvicinare i docenti all’utilizzo didattico della danza popolare, può renderli capaci di trasferire in ambito didattico le conoscenze sulle danze e può suscitare un certo tipo di curiosità che, nel tempo, permette agli insegnanti e agli studenti - di avvicinarsi alla pratica della ricerca sul campo e all’interesse culturale per le tradizioni popolari in generale, non solo per le danze. La danza si propone come canale comunicativo verso se stessi e espressive, del proprio essere in un gruppo. Una delle caratteristiche principali della danza popolare è l’esercizio delle capacità espressive in una ritualità condivisa (in coppia o in un grande gruppo). Il legame che unisce coloro che partecipano all’esecuzione consiste nel sentirsi legati dal ritmo e dal movimento. Nel corso della storia, il movimento è servito ad esprimere i sentimenti, a ritualizzare e celebrare particolari momenti della vita. A partire dal 1840, alcune danze sono state canonizzate; la danza popolare, però, è stata poco codificata ed è stata tramandata attraverso la trasmissione “per imitazione”. Nella danza popolare, all’espressione artistica della danza si affiancano il canto e la musica; anche queste forme popolari sono state, nel corso del tempo, sempre poco codificate e sono state acquisite, dai membri delle comunità, attraverso la partecipazione ai riti e agli eventi delle comunità stesse.

La danza è uno degli strumenti che ci permette di entrare in relazione con il mondo che ci circonda. Secondo Jean Piaget, l’attività cognitiva trae origine proprio dall’interiorizzazione degli schemi d’azione della fase senso-motoria. La motricità è, dunque, un prerequisito indispensabile dell’attività cognitiva e, secondo alcuni approcci teorici, esiste un legame diretto tra l’attività motoria e la conoscenza, in ragione dell’esistenza dell’unità psico-somatica,corpo - mente e cognizione. Dal punto di vista educativo, l’esperienza che il corpo fa del mondo, attraverso l’elaborazione sensoriale e percettiva che deriva da sensazioni siche, rappresenta la prima esperienza del senso di sé, della propria soggettività. Molti approcci pedagogici ed educativi si sono orientati nel corso del tempo, in misura sempre maggiore ad una crescente attenzione allo sviluppo cognitivo, rimuovendo il corpo dalla formazione della persona.

La finalità didattica che si intende perseguire, attraverso la conoscenza di modalità espressive come la danza popolare e folk, è soprattutto quella di recuperare, in un più generale discorso scolastico sugli apprendimenti, il tema dell’esperienza corporea come esperienza “sociale”, in tutte le sue forme, non solo sportive ma anche coreutiche. È necessario ricordare che la stessa interazione didattica richiede la comprensione di componenti non verbali, le quali sono oggetto sia di comunicazione che di apprendimento. 

Sito realizzato e distribuito da Porte Aperte sul Web, Comunità di pratica per l'accessibilità dei siti scolastici, nell'ambito del Progetto "Un CMS per la scuola".
Il modello di sito è rilasciato sotto licenza Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported di Creative Commons.

CMS Drupal ver.7.59 del 25/04/2018 agg.16/06/2018